Gli odolesi e il Mali: l’amicizia continua

SOLIDARIETÀ. Il legame col Paese africano dura ormai da sette anni  

Gli odolesi e il Mali: l’amicizia continua

Massimo Pasinetti

E a San hanno fatto nascere un centro di formazione

 
 
Gli odolesi immortalati durante la trasferta nel Mali
Negli ultimi giorni del 2009, tanti volontari e amici di odolo e i religiosi e la gente della diocesi di San, nel Sud del Mali, hanno consolidato un gemellaggio solidaristico che prosegue ormai da sette anni. Il Mali è un Paese poverissimo dell’Africa, che viene raggiunto nel mese d’agosto dai ragazzi dell’oratorio odolese: hanno dato vita al «Gruppo Africa», e scendono in tanti fino alla diocesi di San per lavorare come volontari. «Il progetto - spiega il parroco odolese don Duilio Lazzari - è semplice: proponiamo ai ragazzi di odolo e della Valsabbia un’esperienza di condivisione della realtà dei loro coetanei africani, e insieme un impegno volontario nel promuovere i valori di giustizia, solidarietà e rispetto reciproco». Sono più di cento, finora, i giovani odolesi coinvolti nell’operazione e partiti almeno una volta per l’Africa. A Natale, invece, è volata a San (il vescovo di quella diocesi, mons. Jean Gabriel Diarrà, è stato ad odolo la scorsa primavera, insignito della cittadinanza onoraria) una delegazione di 24 adulti guidata dal parroco e, per il Comune, dall’assessore Roberto Ughi. C’era poi una rappresentanza del Lions club Valsabbia, delle associazioni del paese, e c’erano anche imprenditori, insegnanti e catechisti: «Abbiamo incontrato i rappresentati del governo - raccontano i partecipanti -, il prefetto e le autorità locali in occasione della benedizione dei nuovi locali costruiti a fianco della cattedrale per ospitare un centro giovanile e di formazione per gli educatori». Il centro giovanile in questione è nato proprio dal lavoro dei ragazzi di odolo, col sostegno dell’oratorio e del Comune. «In quel paese non ci sono comodità e sicurezze normali per la Valsabbia - concludono i partecipanti alla trasferta natalizia -. Si vive alla giornata e si risponde delle proprie responsabilità, della propria condotta di vita. E sono ancora importanti valori essenziali quali la famiglia, la comunità, il rispetto per il valore delle cose e una religiosità che si fa vita quotidiana». [FIRMA]  
Bresciaoggi 26 gennaio 2010