Soggiorno Sereno Emilia ed Egidio Pasini - Storia e attualità

Soggiorno Sereno Emilia ed Egidio Pasini - Storia e attualità Il 30 ottobre 1974 in una camera della Casa di Cura S. Anna a Brescia davanti al Notaio Giuseppe Mattiello la signora Emilia Pasini di Odolo con l’intento di onorare la memoria e offrire un duraturo riconoscimento ai meriti acquisiti in vita dal fratello sig. Egidio Pasini ed anche facendosi interprete dei voti dei propri famigliari decide di costituire una fondazione che reca il nome di: “Casa di soggiorno per anziani Egidio Pasini”. La Fondazione avrà lo scopo di provvedere all’alloggio, al mantenimento e all’assistenza delle persone che si trovano in età avanzata ed in non buone condizioni economiche residenti ad Odolo e nei Comuni viciniori ma con precedenza assoluta nell’accettazione agli aventi domicilio nel Comune di Odolo. Per questo fine la signora Emilia concede alla Fondazione un cospicuo patrimonio costituito dalla proprietà dell’immobile e dei terreni tuttora occupati dalla casa di riposo. Per la gestione della Fondazione la signora Emilia si affida al cugino cav. Alessio Pasini, al sig. Desiderio Leali, al sig. Attilio Pasini, alla sig.ra Bianca Guerra, alla sig.ra Iside Zola, nonché al Parroco, al medico condotto ed a un membro indicato dal Comune di Odolo. L’indicazione di un rappresentante del Comune è importante perché si prevede che nel caso in cui la Fondazione non riuscisse a realizzare il proprio fine di assistenza agli anziani e dovesse rinunciare, tutto il patrimonio verrebbe consegnato in dono al Comune di Odolo. Gli anni sono trascorsi da allora e la Fondazione, nei limiti delle proprie risorse e possibilità, ha potuto offrire ai cittadini di Odolo e dei paesi vicini un servizio di assistenza unico nel panorama della Conca d’Oro, centinaia di famiglie hanno trovato nei momenti più difficili dell’assistenza ad un famigliare anziano e spesso non autosufficiente un aiuto indispensabile per andare avanti. Non è bello fare il conto di quanti ospiti sono passati dalla Casa di Soggiorno Egidio Pasini, anche se molti sono passati solo per un breve periodo di convalescenza ed una volta ristabiliti hanno potuto fare rientro a casa, ma la maggior parte degli ospiti sono stati accolti e accompagnati con affetto fino all’ultimo momento della propria vita, quando le condizioni del fisico e soprattutto della mente inducono spesso la società civile ad emarginare questi cittadini che dopo una vita di lavoro e di impegno sono considerati spesso solo un peso inutile. 33 anni sono trascorsi da quegli eventi, e se è stato possibile andare avanti e realizzare il desiderio della signora Emilia, lo si deve esclusivamente alle generose contribuzioni personali degli amministratori e delle aziende a cui essi erano legati, che hanno consentito una gestione autonoma virtuosa. Da allora però molte cose sono cambiate, lo Stato, tramite il servizio sanitario gestito dalle Regioni, è intervenuto accreditando alcune case di riposo e garantendo un consistente contributo economico laddove ritiene che sussistano determinati requisiti. La casa di riposo di Odolo dopo anni di costante impegno da parte dei suoi amministratori è riuscita ad ottenere questo accreditamento per tutti i suoi posti disponibili ed oggi buona parte delle risorse che servono alla gestione ordinaria della casa derivano proprio dai contributi che riceve. Inutile nascondere che questa situazione favorevole è anche il motivo dell’interesse sulla casa di Odolo, dimostrato dagli altri operatori pubblici e privati del settore presenti in Valle e non solo. Oggi le difficoltà e le preoccupazioni degli amministratori della Fondazione sono dovute al fatto che la Regione Lombardia ha imposto che ogni casa di risposo possa proseguire la propria attività solo se adegua la propria struttura garantendo determinati livelli qualitativi entro la fine dell’anno 2008. E’ facile immaginare, soprattutto per chi conosce la nostra casa di riposo, che una struttura ospitata in una antica casa di paese non è facile poterla adeguare agli standard moderni, e anche qualora fosse possibile certamente lo sarebbe solo a costi proibitivi, non sopportabili dalla Fondazione della signora Emilia. Ecco allora la comunicazione inviata dagli amministratori della Fondazione per informare che nel caso in cui il Comune di Odolo non ritenesse di partecipare direttamente alla ricerca di una soluzione la Fondazione avrebbe considerato le possibilità di proseguire l’attività di assistenza in altro Comune nel quale fosse possibile trovare sostegno e collaborazione. Pur essendo la Nostra Amministrazione solo alle prime armi ed essendo quindi piuttosto intimoriti di fronte ad una problematica di tale gravità abbiamo ritenuto ti affrontare subito la questione perseguendo tutte le strade che potevamo immaginare: siamo stati in Regione a Milano, in Provincia a Brescia, in Comunità Montana, abbiamo incontrato gli amministratori di Sabbio Chiese, di Preseglie, di Bione e di Agnosine. Politici, funzionari dell’Asl, dirigenti di case di riposo, commercialisti, avvocati e notai. Una volta raccolte tutte le informazioni e capito che l’impegno per mantenere la casa di riposo ad Odolo sarebbe stato enorme abbiamo provato a sentire i cittadini di Odolo per capire se ritenevano davvero così importante questa presenza e la risposta è stata univoca, chiara e precisa, la casa di riposo di Odolo è ormai patrimonio di tutto il Paese, bisogna fare di tutto per tenerla a Odolo. Questo dunque l’impegno che come Amministrazione abbiamo ritenuto di assumerci, un impegno ancora maggiore di quanto si possa immaginare per noi che avevamo tanti progetti nel nostro programma elettorale e che abbiamo deciso di rinunciare ad essi per destinare risorse ed impegno per una nuova casa di riposo. Siamo stati tutti d’accordo infatti che il valore della presenza della casa di riposo ad Odolo non è solo sociale, nel senso che offre un servizio utile alle famiglie ed ai cittadini anziani, ma è soprattutto un valore culturale, che racchiude una testimonianza educativa molto forte anche per le nuove generazioni. Racchiude i valori della solidarietà sociale, della famiglia, dell’assistenza, della generosità e della carità cristiana, del volontariato, del riconoscimento e del rispetto per le generazioni che ci hanno preceduto e che ci consentono oggi di vivere nel benessere che abbiamo. Elaborata questa convinzione e questa prospettiva è risultato più leggero il peso dell’impegno richiesto. Si è data certezza di continuità alla Fondazione promettendo il sostegno che sarà necessario e richiedendo al contempo un aggiornamento dello Statuto. Il nuovo Statuto presentato anche in Consiglio Comunale nel mese di novembre 2007 per raccogliere eventuali osservazioni, critiche e suggerimenti da presentare alla Fondazione è stato approvato con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione della minoranza. La modifica importante, oltre all’integrazione nella denominazione della Fondazione anche del nome della signora Emilia (un doveroso ricordo a questo punto della storia) che diviene: “Fondazione Soggiorno Sereno Emilia ed Egidio Pasini” è la previsione che d’ora in avanti gli amministratori della Fondazione saranno nominati tutti dal Sindaco di Odolo, di questi almeno uno sarà scelto tra gli eredi dei fondatori. Il Sindaco nomina gli amministratori quale rappresentante dell’autorità civica, amministrativa ed anche morale della comunità, mentre il revisore dei conti (preposto al controllo) verrà indicato dal Consiglio Comunale. Oltre alla già presente condizione che prevede la cessione al Comune di Odolo del patrimonio della Fondazione in caso di suo scioglimento questa previsione di nomina degli amministratori in capo al Sindaco rafforza ulteriormente il legame tra l’Ente Comunale e la Fondazione stessa. L’impegno economico per il Comune sarà quest’anno di 332.000 euro che unitamente alle risorse della Fondazione consentirà di dare il via ai lavori. Con la speranza che eventuali contributi pubblici e donazioni private potranno consentire un indebitamento meno gravoso. Nel frattempo la Fondazione ha provveduto a valutare due progetti di adeguamento per realizzare come richiesto dalla regione due moduli da 20 posti per un totale di 40 posti: un progetto che prevede la ristrutturazione del vecchio edificio con l’aggiunta di un ampliamento ed un progetto che prevede la costruzione di un edificio nuovo nel terreno retrostante l’attuale casa di riposo. Valutazioni approfondite tanto dal punto di vista tecnico quanto dal punto di vista dei costi hanno indotto la Fondazione a ritenere preferibile la costruzione di una nuova casa in quanto costruendo il nuovo a parità di superfici i costi sono inferiori e certi (nella ristrutturazione no: costa di più e gli imprevisti sono sempre in agguato); i tempi sono più garantiti nell’edificare il nuovo piuttosto che nell’intervenire sul vecchio; edificando tutto nuovo gli eventuali maggiori costi possono essere compensati dall’alienazione della vecchia struttura e ultimo ma non da ultimo l’edificazione di una nuova casa non comporta alcun disagio per gli attuali ospiti che verrebbero trasferiti solo a lavori ultimati. Per realizzare questo progetto nel mese di gennaio 2008 la Fondazione ha provveduto ad acquistare il terreno necessario sul retro dell’attuale casa di riposo (proprietà Ruffini). Ed ora la storia della Casa di Riposo di Odolo è nelle nostre mani, nella mani di tutti gli odolesi che sentono un debito di riconoscenza nei confronti della passate generazioni. Di chi ha avuto parenti ospiti della casa di riposo e di chi prevede che potrà aver bisogno per sé o per i propri parenti dei servizi offerti dalla casa di riposo, ma soprattutto di coloro che non hanno mai avuto bisogno dell’assistenza e sono certi che mai ne avranno bisogno perché in grado di organizzarsi autonomamente. E’ proprio la testimonianza di questi odolesi, infatti, che ha più valore per educare le nuove generazioni al dovere di onorare il padre e la madre, al senso di appartenenza alla comunità e ai valori della fratellanza ed eguaglianza tra le persone. Nicola Bianco Speroni - 6 settembre 2008