“La lontana Cina” CRONACA DI VIAGGIO di Alessio Pasini

“La lontana Cina” CRONACA DI VIAGGIO di Alessio Pasini Maggio 1973 Sono partito da Milano il giorno 6/5, meta Canton in piena Cina. Itinerario di viaggio: scali a Parigi, Tel Aviv, Teheran, Nuova Deli, Bangkok, Saigon, Hong Kong. Dopo lo scalo di Parigi arriviamo a Tel Aviv. Sosta a bordo. Le prime impressioni sono subito quelle di un paese in guerra: molti poliziotti, ispezioni a non finire in ogni angolo dell’aereo; a terra si vedono molti aerei militari. Si prosegue per Teheran. Si atterra dopo tre ore di volo. Sosta a bordo: è notte e la città è tutta illuminata, una cosa stupenda, meravigliosa vista dall’alto. Si riparte: nuovo scalo a Nuova Deli. Sempre sosta a bordo. Qui però si vede tutto semplice, si nota la povertà. Un altro volo è arriviamo a Bangkok. Qui si scende, visitiamo l’aeroporto. E' tutto bello di lusso; la gente svelta, l'impressione è buonissima, facciamo le prime compere. Si riparte per Saigon. Sorvoliamo le zone della guerra. E’ giorno e dall’alto si vedono benissimo i segni e le distruzioni che le bombe hanno provocato. Si scende poi sull’aeroporto che è deserto e si vedono solo apparecchi militari in grande quantità. Dopo una breve sosta a bordo si riparte e con un altro balzo siamo a Hong Kong. Anche qui un bello spettacolo: si scende con l’aereo in mezzo ai grattacieli in un aeroporto molto piccolo: Dall’alto si vede tutta la baia con le sue isole: è incantevole! Ci sistemiamo in albergo, una doccia per rinfrescarci dal lungo viaggio e dal caldo. La temperatura è sui 38 gradi. Si cena in albergo a suon di musica; l’orchestra è composta da quattro graziose ragazze in costume. Dopo cena i giovani escono, io invece me ne vado a letto, il nonno è un po’ stanco: trentasei ore di viaggio senza dormire. E’ il giorno 8/5: sveglia alle sei. Bisogna prepararsi per l’entrata in Cina. Ci sono formalità a non finire, moduli da riempire in quantità, tutto organizzato bene. Si riparte dall’albergo in pullman e alla stazione prendiamo il treno che ci porterà al confine cinese. Dirò che entrare in Cina non è tanto facile perché non si può neanche immaginare la trafila che bisogna passare. Alla dogana siamo stati ricevuti in un salotto privato: signorine tutte educate ci servivano thé a volontà. Sempre alla frontiera ci hanno offerto un pranzo squisito, dicono i buongustai, con un servizio perfetto. Poi si riparte di nuovo in un treno bene addobbato e molto silenzioso. Qui ormai ci sentiamo come in gabbia, siamo scortati, siamo nelle loro mani! Per sette giorni dovremo fare quello che dicono loro e andare dove vogliono loro. I passaporti ci sono stati ritirati al confine. Dopo aver attraversato campagne ben coltivate con una folta vegetazione arriviamo a Canton. Tutto si svolge in perfetto ordine: sistemazione in albergo di prima categoria; ma è squallido sembra più una caserma che un hotel. Ad ogni modo siamo accolti e trattati con tutti i riguardi. Il giorno dopo 9/5 sempre accompagnati da 3 o 4 persone ci portano in fiera. Le prime impressioni sono molto misere, non ha niente a che vedere con le nostre fiere. Qui i primi approcci con le autorità e gli addetti commerciali. Pomeriggio libero, la sera sempre accompagnati ci scortano a teatro dove assistiamo a uno spettacolo molto interessante: atleti, giochi di prestigio, con tutti gli slogan della rivoluzione… Il giorno 10/5 mattina sempre alla fiera altri contatti e visita all’esposizione; pomeriggio giro per la città in pullman. Qui ci rendiamo conto di come è la vera Cina: un formicaio di gente tutta vestita uguale, uomini e donne; gente sveglia, ordinata anche se si denota una povertà spaventosa. Prima di entrare in albergo ci rechiamo ai magazzini dell’amicizia e facciamo le prime compere ma ci accorgiamo che tutto è caro tranne la seta. La sera la cena ci viene offerta dalle autorità della città e dai rappresentanti delle corporazioni venuti anche da Pechino. La cucina è completamente alla cinese: non so quanta roba è stata portata, forse 12/14 qualità di cibo. Dicono i buongustai che tutto era squisito. Io mi sono trovato male, molto impacciato. Ho provato a mangiare con i bastoncini ma non ci sono riuscito. La serata però è stata magnifica. Il giorno dopo 11/5 ancora in fiera proseguono le trattative con gli addetti commerciali, però senza nulla di fatto. La nostra impressione è quella che non hanno voglia di vendere o non hanno materiale. Nel pomeriggio sempre in pullman visita ai posti che ricordano la rivoluzione del ’49: spettacolari pagode trasformate in scuole, caserme, giardini e monumenti ai martiri della rivoluzione: tutto molto bello. La sera cena in albergo e a letto. Il giorno 12/5 visita a una fabbrica di avorio con 500 dipendenti; il lavoro si svolge 24 ore al giorno anche di domenica con turni di 8 ore e una giornata di riposo alla settimana. Abbiamo assistito alla preparazione di oggetti tutti lavorati a mano. E' stato molto interessante. Il pomeriggio del 12/5 ci portano all’ospedale di Canton. Qui assistiamo a due operazioni con l’ago puntura: interessantissimo. Un uomo giovane viene operato per calcoli alla vescica: 25 minuti di operazione. Vediamo estrarre un calcolo come una piccola mandorla. Finito scende dal lettino e sorridente se ne va da solo. Così dicasi per la seconda operazione: un uomo piuttosto anziano con ernia e ciste; 55 minuti di intervento. Mentre assistevo a questa operazione, pensavo agli amici Lyons medici; sarebbe stato interessante se fossero stati qui anche loro ad assistere. Sempre nel pomeriggio visita al museo delle ceramiche: prezzi altissimi fino a 40 milioni un vaso. Poi visita al giardino botanico, molto bello: fiori e piante diverse dalle nostre. La sera grande festa per il compleanno di un nostro compagno di viaggio: Zucchini. La cena è offerta dal festeggiato in una sala riservata all’ottavo piano dell’albergo. Il menù era di 12 portate: ogni ben di Dio; di una squisitezza mai gustata dicono i competenti! Finito mi ritiro in camera e mentre scrivo è già l’una e mezza; fa caldo, si suda da matti. Termino e me ne vado a letto. Metto in moto il ventilatore per poter dormire. Meta una cittadina a 50 Km circa da Canton. Qui visitiamo lo stabilimento delle ceramiche: interessante, ma siamo molto indietro con la tecnica. Sistemi di lavorazione stravecchi. Si visita inoltre una cartiera per la carta stampata, niente di speciale. Debbo dire che l’accoglienza è sempre molto cordiale e ospitale. Siamo sempre ricevuti in salotti e non manca mai il the. E’ ora del pranzo: le autorità del luogo ce lo offrono in un grande ristorante. Come al solito cibi alla cinese così buoni che…a me non piacciono. Pomeriggio visita ad un ospedale di campagna. Cose impressionanti: degenti coi vestiti addosso sdraiati su stuoie per terra in stanzette luride. Incredibili se non viste. Ci rechiamo poi alla comune agricola dove tutti i bambini schierati ci accolgono con battimani. Il capo del popolo, a mezzo interprete, spiega un po’ il sistema della comunità e ci fa visitare una famiglia di contadini. Anche qui siamo ricevuti con battimani e il solito the. L’impressione però è che sono della povera, poverissima gente senza pretese. Infine visita ad una diga che sbarra un grande fiume. Alle ore 17 ritorno in albergo, un paio d’ore di riposo e di nuovo usciamo sempre con le guide invitati ad una rappresentazione di balletti, concerto, danze. Finito lo spettacolo abbastanza interessante, la cena in un ristorante per dire la verità non tanto bello. Anche qui molte portate e tra queste il serpente e i cosiddetti nidi di rondine. Il conto poi è stato una fregatura, l’unica in Cina. Il giorno 13/5 partenza dall’albergo alle ore nove; in programma visita alla montagna della nuvola bianca. Arriviamo: il panorama è bellissimo, in mezzo alle onde di pini ci sono pagode, ville bellissime, tra queste quella del vice Presidente, stupenda. Le stradette, i vialetti tutti piastrellati: insomma tutto bello. Qui si possono fare subito i paragoni con la povera gente che vive in città: quindi le disparità sociali esistono anche nella Cina di Mao… Un acquazzone ci fa partire alla svelta e rientriamo in anticipo all’hotel. Solite cose, cartoline da scrivere poi il pranzo. Il pomeriggio si deve pensare alla valigia perché domani dobbiamo dare l’addio alla Cina. Il giorno 15/5 partenza. A salutarci alla stazione ci sono delle autorità, fra cui anche il Presidente della Fiera di Canton. Ci sono anche i nostri assidui accompagnatori che ci hanno sempre seguito durante il nostro soggiorno in Cina. Il saluto d’addio è veramente commovente (per me almeno). La musica con le sue marce ecc. Si incomincia il viaggio di ritorno portando con noi impressioni e esperienze nuove.