Agnosine Il Tar ha deciso: niente capannoni alla «Pirla»

Giornale di Brescia 9 gennaio 2009 Agnosine Il Tar ha deciso: niente capannoni alla «Pirla» Depositata ieri mattina l’ordinanza che respinge l’istanza cautelare del ricorso presentato dalla «Tsl Immobiliare» di Lumezzane Il sindaco di Agnosine, Giorgio BontempiAGNOSINE L’atto revocatorio del Comune è legittimo; il ricorrente non ha dimostrato un eventuale danno irreparabile. Così scrive il Tar di Brescia nell’ordinanza, depositata ieri mattina, che respinge l’istanza cautelare del ricorso della «Tsl Immobiliare» di Lumezzane contro la decisione del Comune di Agnosine di annullare il Piano integrato d’intervento urbanistico in località «Pirla», al confine con Odolo. La precedente Amministrazione (sindaco Santino Campagnoli) aveva previsto che quell’area di circa 75mila metri quadrati potesse essere utilizzata dalla proprietà per essere destinata all’insediamento di nuovi siti produttivi. Una scelta però contestata dal vicesindaco e da parte della maggioranza. La conseguente crisi aveva determinato la caduta della Giunta e un breve periodo di commissariamento del Comune. Nelle successive elezioni il sindaco uscente non otteneva la riconferma. Lo scorso settembre la nuova Amministrazione (sindaco Giorgio Bontempi), nel quadro del riassetto urbanistico del paese previsto dal Piano di governo del territorio (Pgt), che si sta completando proprio in questi giorni, ha però deciso di annullare la delibera sulla precedente destinazione dell’area «Pirla», subito incontrando la ferma opposizione della «Tsl Immobiliare». La società lumezzanese, infatti, si è rivolta al Tar sostenendo il pieno diritto a vedere completata la procedura di lottizzazione di quell’area, nel modo in precedenza deciso. Per questo «Tsl» ha chiesto ai giudici di via Malta l’annullamento della delibera revocatoria e immediatamente la sospensione della sua efficacia. Istanza respinta e implicito riconoscimento della piena legittimità delle decisioni del Comune che ha vincolato quel territorio ai parametri di destinazione e tutela previsti per le Zone E2 (collinare con fenomeni di antropizzazione colturale silvo-pastorale) ed E3 (agricola produttiva di fondo valle). Il sindaco Giorgio Bontempi ha accolto con comprensibile soddisfazione la decisione del Tar. «Desidero precisare - ha dichiarato - che sono sempre stato sereno e fiducioso sul riconoscimento della correttezza della nostra azione, consapevoli, io e i miei collaboratori, di fare la cosa giusta nell’interesse generale del paese, della sua gente e del territorio che un giorno vorremmo consegnare il più integro possibile ai nostri figli. Comprendo, soprattutto in questo periodo di crisi economica, la necessità di incoraggiare e sostenere le iniziative artigianali e industriali che possano produrre ricchezza, e su questo è in atto un tavolo di confronto con tutte le categorie interessate. Ma senza venir meno al nostro dovere di mediare e bilanciare le diverse esigenze, fra cui spicca quella di limitare al massimo il consumo, spesso indiscriminato, del territorio». esseci