Il regalo di Capodanno Via i veli dalla chiesa

Bresciaoggi Lunedì 12 Gennaio 2009 ODOLO. Rimosse le impalcature dei restauri che nascondevano San Zenone: un tesoro del Seicento colpito dal sisma Il regalo di Capodanno Via i veli dalla chiesa Consolidata la copertura danneggiata dal terremoto Ore resta da sistemare solo la navata centrale Massimo Pasinetti A Odolo l’anno nuovo ha portato in regalo una chiesa parrocchiale libera dai ponteggi. Sono infatti in fase di ultimazione le opere di consolidamento della copertura del tempio dedicato a San Zenone, e avviate per riparare i danni inferti dal terremoto 2004. «I lavori sono stati finanziati al 90% dalla Regione - ricordano in parrocchia - e hanno richiesto 262.500 euro tutto compreso». Tecnicamente parlando, i restauratori hanno irrobustito il tetto inserendo nei muri particolari barre filettate e iniettando malte speciali, e inoltre, sotto le tegole sono state sistemate nuove lastre in fibrocemento che proteggeranno la parrocchiale da eventuali infiltrazioni d’acqua. Per il Natale 2007 era stato ultimato il restauro dell’abside, mentre per quello appena trascorso l’obiettivo era appunto quello di mostrare agli odolesi una chiesa finalmente libera dai ponteggi. Ma non è ancora finita, perchè ora resta da restaurare la navata centrale interna. La chiesa di San Zenone di Odolo fu costruita nel 1667 nello stesso luogo in cui c’era una preesistente costruzione sacra del Trecento. L’edificio attuale conserva al suo interno un presbiterio riccamente decorato a stucchi e pitture, con una statua lignea della Madonna con Bambino risalente al 1641 raccolta in una cornice dorata (sempre del Seicento), e inoltre un pregevole affresco del Paglia che raffigura proprio San Zenone col demonio. L’elenco delle opere d’arte prosegue poi con un crocifisso ligneo, ancora una volta risalente al ’600. Come attestano le notizie raccolte dal Guerrini, già il Catalogo capitolare del 1410 parlava di una chiesa di San Zenone «de Odulo» dipendente dalla «squadra de Gavardo». Ma nel Catalogo queriniano del 1532, la chiesa è inserita «in quadra Vallissabii», posseduta dal rettore Faustino Cottoni e con un valore di 40 ducati. Il 6 dicembre 1566, sempre stando alle fonti striche, il rettore Lorenzo Pasini rinunciò all’incarico per Giovanni Pietro Cottoni, il quale nominò suo procuratore il padre Bartolomeo. Un altro membro della stessa famiglia divenne poi rettore del tempio nel 1576, come emerge dal designamento dei beni mobili e stabili della parrocchia eseguito in base all’editto generale emanato dal vescovo di Brescia Domenico Bollani il 29 agosto