Rotary: “L’attualità di Giuseppe Tovini”

Data: 2009-01-15 Testata: Vallesabbianews Rotary: “L’attualità di Giuseppe Tovini” In un periodo nel quale è la questione morale l’attualità della cronaca politica e anche economica ha voluto il Rotary ritornare alla fonte della nostra prestigiosa tradizione locale che vanta testimonianze come quella di Giuseppe Tovini. E’ toccato a Nicola Bianco Speroni, Presidente dell’Associazione degli ex Alunni del glorioso Istituto Cesare Arici di Brescia - che deve la riapertura alla fine dell’ottocento proprio alla battaglia legale condotta dall’Avvocato Tovini - ricordare davanti ad un’affollata platea di operatori economici e politici valsabbini le opere e i giorni dell’amministratore camuno. Tovini fu infatti Sindaco di Cividate Camuno, consigliere comunale e provinciale a Brescia, ruoli che ricoprì nell’intento di favorire lo sviluppo del territorio ma soprattutto nella consapevolezza di dover contrastare la laicità divenuta ideologia, il rifiuto dei valori e della testimonianza religiosa nella vita pubblica. Per fare questo Tovini sentì l’urgenza di impostare in primo luogo il movimento cattolico in favore della scuola libera cattolica e successivamente della scuola pubblica creando il contesto per il sorgere di associazioni di insegnanti, di studenti e di universitari. Per sostenere queste attività diede vita nel 1872 alla Banca di Valle Camonica, nel 1888 alla Banca S. Paolo, il cui Statuto all’art.6 la prevedeva “a vantaggio degli azionisti ed a scopo di beneficenza specialmente a profitto della scuola cattolica della città e provincia di Brescia”, e nel 1896 al “Banco Ambrosiano” a Milano per il quale la remunerazione del capitale era sempre accompagnata dal sostegno alla scuola cattolica. Una testimonianza dunque che si rivela particolarmente significativa anche nella società di oggi che pare in tutti i modi rifiutare ogni appello a ritornare al Vangelo – pensiamo alla tanto controversa vicenda del riconoscimento delle radici cristiane dell’Europa - per fondare una società degna dell’uomo, non usando quella forma di “moderna slealtà” – ha citato Bianco Speroni anche i testi di Romano Guardini - che consiste nel “doppio gioco” di prescindere dalle radici cristiane e rivendicare come autonomi i valori che da quelle radici sono nati a cominciare dalla dignità di ogni persona e dalla fraternità fra tutti gli uomini. Lo stesso valore della laicità, di cui è impregnata la forma occidentale dello Stato, – ha concluso Bianco Speroni - è “nel più profondo determinato cristianamente”. redazionale