200 anni dalla nascita di Charles Darwin

12/02/2009 - 00:00
Il dibattito su Charles Darwin a duecento anni dalla nascita (12 febbraio 1809) è più aperto che mai, non solo tra i fondamentalisti americani che lo contestano su basi bibliche, ma anche tra ricercatori, divulgatori, polemisti nostrani e, per fare l’esempio più recente, se il dottor Francesco Colotta, Direttore Ricerca e Sviluppo di Nerviano Medical Sciences (Nms), si chiede se la teoria dell’evoluzione biologica possa indicare la strada per migliorare la prevenzione e il trattamento del cancro, nel suo libro Darwin contro il cancro (Ed. Fioriti), Giovanni Lo Presti, medico e ricercatore in dermatologia all’ospedale di Catania, invece, col suo Darwin bocciato in medicina (Ed. Bonanno), sostiene che le attuali scoperte sul Dna, che, dice, si è rivelato immutabile ed irripetibile in ogni organismo, e le moderne ricerche biochimiche smentiscono tutto quanto finora passivamente accettato dell’evoluzionismo. All’opposto, Piergiorgio Odifreddi spiega in In principio era Darwin (Longanesi, esce a febbraio) come si tratti d’una figura cardine del pensiero scientifico occidentale, una svolta cruciale nella storia della cultura, nonostante l’eterna ostilità della Chiesa. Che abbiano ragione allora Vittorio Girotto, Telmo Pievani e Giorgio Vallortigara, uno psicologo cognitivo, un filosofo della scienza e un neuroscienziato intrecciano le proprie riflessioni e le proprie esperienze di ricerca in Nati per credere - Perchè il nostro cervello sembra predisposto a fraintendere le teorie di Darwin (Ed. Codice), per spiegarci come il meccanismo evolutivo abbia fatto sì che credere nel sovrannaturale sia diventato una parte integrante dei nostri normali processi cognitivi, più del credere alla ragione? Comunque per capire le ragioni degli uni e degli altri c’è da leggere Processo a Darwin di Marco Respinti (Ed. Piemme) e tanti altri libri stanno invadendo il mercato. BRES CIAOGGI 26 GENNAIO 2009
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