Scuola e fotovoltaico Un binomio per undici

Scuola e fotovoltaico Un binomio per undici La Regione ha stanziato contributi per 654.987 euro per installare impianti sui tetti di asili, elementari e medie Pannelli solari e scuola: un legame che si sta stringendo sempre più, grazie anche ai contribuiti della RegioneBRESCIAUndici. Praticamente una squadra di calcio. Potremmo chiamarla «Atletico Sole», oppure «Real Pannèl». Ok, facciamo un passo indietro e diamo la notizia: nei giorni scorsi la Regione Lombardia ha pubblicato l’elenco dei comuni bresciani che otterranno contributi a fondo perduto per l’installazione di impianti solari fotovoltaici nelle scuole materne, elementari, medie, pubbliche e paritarie. In tutto gli stanziamenti erogati dal Pirellone ammontano a 4,3 milioni di euro. Ecco, una buona fetta di questa «torta» finirà nel Bresciano: precisamente 654.987 euro. Undici i comuni della nostra provincia che hanno ottenuto il «sì»: sono Provaglio d’Iseo, Poncarale, Berzo Demo, Sellero, Capriano del Colle, Paspardo, Cerveno, Malegno, Capriolo, Odolo e Ceto. Una rappresentativa provinciale Undici, come una squadra di calcio. Una specie di rappresentativa provinciale, visto che si tratta di paesi sparsi un po’ in tutto il territorio bresciano: c’è la Valsabbia, la Valcamonica, la Franciacorta, la Bassa. Come dire: il fotovoltaico piace, aldilà della conformazione del territorio. C’è di più. L’elenco dei progetti (che include come previsto Provaglio d’Iseo, comune decisamente all’avanguardia sotto questo profilo) parla di una provincia che non ha più «zone di serie A» e «zone di serie B». Nel senso che anche le valli, che fino ad ora avevano mostrato un certo scetticisimo nei confronti dell’energia solare, oggi sembrano aver cambiato idea. Lo dice il fatto che degli undici paesi interessati, sei sono camuni e uno valsabbino. Lo scetticismo, ovviamente, è dovuto alla... meno felice conformazione del territorio: nelle zone di montagna non è sempre facile individuare zone sufficientemente soleggiate. Motivo per cui molte amministrazioni avevano preferito far scelte di tipo diverso. Per i privati, logicamente, il discorso è identico. C’è pure la capitale del tondino Proprio per cercare di capire i perché di questa inversione di rotta e le motivazioni che stanno alla base del progetto «scuola-fotovoltaico», abbiamo sentito Fausto Cassetti, giovane sindaco di Odolo, in Valsabbia. L’amministrazione comunale della «capitale del tondino», paese piuttosto freddino nei confronti delle energie alternative (pochi, pochissimi gli impianti montati da privati), riceverà un contributo regionale pari a 50.086 euro in conto capitale (vale a dire a fondo perduto). «La cifra è in realtà da spezzare in due - ha spiegato Cassetti - perché ci sono due progetti diversi: installeremo i pannelli fotovoltaici sia sui tetti della scuola materna, sia su quelli delle Medie. Quindi la Regione ci dà 21.650 euro per l’asilo e 28.436 per le Medie. In tutto, entrambi i progetti costeranno 150mila euro; significa che il contributo regionale copre più o meno un terzo della spesa complessiva. Non male, anche se chiaramente l’impegno del Comune resta importante». «Anche perché questi non sono i primi impianti che montiamo su edifici pubblici - ha proseguito il primo cittadino della laboriosa comunità odolese -. Le scuole elementari ad esempio ne sono già dotate e da un mese circa stanno producendo energia. Tutto sta andando per il meglio, per ora non ci sono stati intoppi. Tra l’altro in quel caso non abbiamo ottenuto contributi, quindi le spese sono state esclusivamente a nostro carico». Insegnamento positivo I lavori inizieranno a giugno, dopo la chiusura delle scuole, e dureranno più o meno tutta l’estate. E lo stesso dovrebbe avvenire in tutti i comuni interessati, al fine di evitare di intralciare l’attività didattica. Un concetto, quello di «attività didattica», che viene utile anche per spiegare la finalità «morale» del progetto odolese. «Aldilà della resa economica reale - ha concluso Cassetti - per noi tutto questo ha una fortissima valenza educativa. Nel senso che siamo convinti di offrire un insegnamento positivo agli studenti di oggi, che saranno i cittadini di domani. Ci ispirava l’idea di potere spiegare ai ragazzi con un segnale tangibile, un esempio concreto, l’importanza delle cosiddette energie alternative. Noi ci crediamo: è un progetto importante per Odolo». Per Odolo come per Ceto, Sellero, Poncarale, Malegno e tutti gli altri. È il futuro che entra nella scuola, salendo sul tetto. Proprio sopra la testa dei ragazzi. Sì, è una bella immagine. Carlos Passerini c.passerini@giornaledibrescia.it Giornale di Brescia 21 marzo 2009