Odolo Avis, basta prelievi dopo 40 anni

Odolo Avis, basta prelievi dopo 40 anni Compleanno amaro per la sezione, per la cui sede l’Asl non ha più concesso la necessaria deroga ODOLO «Avremmo voluto festeggiare i primi quarant’anni della nostra associazione in un modo diverso, magari rilanciandola in direzione di ulteriori traguardi. Invece no. Succederà che non faremo più prelievi, non qui almeno». Adele Caini, presidente della sezione Avis Odolo-Preseglie, ha espresso tutta la sua amarezza in occasione dell’ultima assemblea del sodalizio. «Con la campagna di prelievi fatta a gennaio qui a Odolo abbiamo finito - spiega -. Per il 19 di aprile avremo a disposizione uno spazio provvisorio nel Centro Servizi di Preseglie, se risulterà idoneo anche per l’Asl. Peccato, perché dopo anni trascorsi fra le deroghe, qui nella nuova Casa delle Associazioni finalmente avevamo trovato il modo di organizzarci. Spiace constatare come a Odolo non si comprenda quanto sia importante il lavoro di una sezione Avis: i prelievi periodici fanno da monitoraggio dello stato di salute della popolazione, permettendo prevenzione e promozione di stili di vita sani». L’ammainabandiera avisino di Odolo, con i cento e passa donatori effettivi che andranno a riempire sacche a Preseglie, almeno per il momento, è iniziato nel 2002, quando il Consiglio d’istituto della scuola media, pressato da nuove sensibilità igienico-sanitarie, chiede di individuare un’altra sede per i prelievi domenicali. Il tira e molla è andato avanti fino allo scorso gennaio e, nonostante la nuova sede sia stata individuata e in gran parte sistemata, è stato tutto inutile. Ma andiamo con ordine. Nel 2002 un altro posto per i prelievi non c’è. Con la promessa da parte dell’Amministrazione comunale che sarebbe stato presto individuato, gli avisini riescono a tirare avanti nei locali scolastici per un bel pezzo. L’anno dopo la novità si chiama privacy e quelli in possesso dell’Avis sono dati sensibilissimi. L’armadietto della Filarmonica non basta più, urge una sede anche amministrativa del sodalizio. A fine 2004 arriva il terremoto che accelera i lavori di sistemazione del nuovo municipio. Quello vecchio è pronto a diventare sede delle associazioni e dopo i lavori di consolidamento gli avisini prendono possesso di alcune stanze, spendendo anche alcune migliaia di euro per sistemarsi. Però manca l’ok dell’Asl su bagni e barriere architettoniche. Fa niente. L’Amministrazione Vitali promette la sistemazione e con quella arriva l’ennesima deroga: ad aprile 2008 i prelievi avvengono nella nuova sede delle associazioni, alpini, Cai, Avis, Ago e Polisportiva aiutano mettendo a disposizione i rispettivi locali. Cosa non ha funzionato? «Il cambio d’Amministrazione - dice Adele Caini -. Quella nuova ha deciso che l’intervento sarebbe stato troppo oneroso, anzi che è probabile la cessione dell’intera palazzina per ricavare fondi da destinare a costruire il nuovo ricovero. Così l’Asl non ha più concesso la deroga e i nostri primi 40 anni sono stati anche gli ultimi». Ubaldo Vallini Giornale di Brescia 20 marzo 2009