Le fucine, patrimonio storico

ODOLO. «Arte e poesia del ferro»: una mostra da domani fino al 3 maggio al teatro Splendor Le fucine, patrimonio storico Le antiche fucine di ODOLO tornano alla ribalta. Se oggi a Brescia, alla sala convegni di Brixia Expo si terrà il convegno «Siderurgia: arte e industria», da domani sarà protagonista il paese. Alle 17 infatti ci sarà l’inaugurazione alla sala del teatro Splendor di «Arte e poesia del ferro», mostra che, con opere di Stagnoli e Zanoni, consisterà nella prima «Biennale internazionale d’arte di ODOLO – Museo di Pamparane», e nel frattempo ODOLO rivelerà le sue antiche fucine, punto di partenza per quella ricchezza produttiva che ha portato il paese ad essere uno dei più produttivi d’Italia. E Giancarlo Marchesi, storico dell’economia bresciana, ed Elvira Casetti, storica locale, ricordano i nomi corretti delle 13 fucine risultanti in funzione a ODOLO nel 1924: nel gergo locale, la «fusina del Pagher», quella «de Cima» e quella «de Mes», la «fusina del Mulì» e quella del «Mulì de sot»; la «Fucina de Gnarche» e quella de «le Butighe» (l’ultima a chiudere e scomparire, ad inizio anni 2000), la «Fusina de Pamparane» (quella che oggi ospita il Museo del Ferro), e quella «de Vic», la «Fusina de Sant Lorenz» e quella «dei Carle», la «Fusina de le Camilune» e quella «de Sot». Tredici fucine che hanno fatto la fortuna di ODOLO nei decenni successivi, portando il paese ad essere negli anni ’70 del secolo scorso il più ricco d’Italia per produttività. La crisi poi degli anni ’80 e ’90, con la chiusura di tre delle «7 sorelle», e la riconversione di una quarta ad altra produttività, non ha impedito ad ODOLO di risorgere ad alti livelli. Ora ODOLO, come l’intero mondo produttivo mondiale, vive la crisi, ma con lo spirito positivo di saperla affrontare e vincere. La mostra rimarrà aperta ad ODOLO fino a domenica 3 maggio con apertura pomeridiana il giovedì, venerdì, sabato e domenica (in quest’ultima giornata l’apertura è anche mattutina).M.PAS. Bresciaoggi 20 marzo 2009