Leali riparte dalle merci «CargoItalia sarà leader»

Leali riparte dalle merci «CargoItalia sarà leader» Leali riparte dalle merci. E sarà Alis Aerolinee Italiane spa a mettere le... ali al vettore CargoItalia. Ieri la firma del contratto di cessione della divisione cargo Alitalia con il commissario straordinario Augusto Fantozzi. Dal 2 maggio i primi due Md11 con LA livrea dell’«italianità» collegheranno l’aeroporto di Malpensa con New York, Toronto e Abu Dhabi; in autunno l’arrivo di un terzo Md11 e il raggiungimento delle piazze di Hong Kong, Shanghai, Bombay e Dubai. L’impegno preso con Fantozzi è di riassorbire circa 45 piloti ex-Alitalia attualmente in cassa integrazione. In attesa del 2012 quando arriveranno gli otto A330 frutto dell’accordo siglato a Londra nel luglio 2008 con Airbus. Di nuovo protagonista nel settore Un ritorno nel settore aereo da protagonista per l’imprenditore odolese che sei anni fa aveva ceduto Air Dolomiti a Lufthansa. «È un settore che ho amato e nel quale mi sono sempre fortemente impegnato - ha spiegato Leali -. Air Dolomiti è oggi la dimostrazione di come l’Italia possa essere in grado di dare vita a progetti industriali vincenti». Ora la nuova sfida: tornare a far volare CargoItalia. E Leali lo fa in un momento strategicamente importante. I presupposti per fare bene ci sono tutti. «Il progetto è nato nel 2007 - spiega Leali - in un contesto molto diverso sia sotto il profilo economico, sia per quanto riguarda il sistema italiano dei cargo. L’offerta era costituita da 10 aeromobili intercontinentali e tre compagnie aeree: la giudicavamo inadeguata ed inefficiente». Oggi non restano che le ceneri di quel mondo e Leali si sente pronto a giocare un ruolo di primo piano nel settore. «L’obiettivo è ambizioso, ma realistico: di diventare la compagnia italiana per il cargo internazionale tra i leader in Europa». Il piano, la mission, la squadra Le premesse per vincere la sfida ci sono tutte. Ad iniziare dalla perdita secca del 50% del volume delle merci subìta da Malpensa negli ultimi mesi. «La messa a terra degli MD11 Alitalia - ha spiegato Leali - ha causato problemi alle imprese del Nord che hanno visto aumentare tempi e costi di spedizione della merce per raggiungere su gomma gli scali d’Europa. Perdendo competitività, con effetti pesanti in termini di maggior inquinamento e congestione del traffico sui valichi alpini. L’offerta aeronautica oggi è minima e si limita a Cargolux e Lufthansa che operano solo con un aereo a testa». Per questo progetto Leali ha chiamato un team giovane e «fidato»: accanto a lui molti degli uomini con ruoli strategici in Air Dolomiti, come Giacomo Manzon, Stefano Barone, o come Roberto Gilardoni (ex Dhl). Primo competitor: la «gomma» Il trasporto su gomma: sarà quindi il principale competitore di CargoItalia. Lo ha spiegato a chiare lettere Leali. L’Italia è uno dei principali esportatori al mondo, ma ha volumi cargo bassissimi. «È vero, la crisi economica sta avendo un notevole impatto sul traffico cargo - aggiunge il presidente di Alis -. Anche se il trend degli ultimi due mesi fa presupporre il raggiungimento di un tetto minimo del traffico. Ora si può solo risalire». A regime, nel 2015, la compagnia dovrebbe registrare un fatturato superiore ai 400 milioni, con un volume trasportato oltre la soglia delle 200mila tonnellate. «Nel corso del suo primo anno di vita CargoItalia assumerà un centinaio di persone e generare un indotto un altro migliaio di nuovi posti di lavoro». Leali e Intesa colonne della cordata L’assetto societario di Alis, Aerolinee Italiane spa vede presente Alis Holding spa con il 66,7% e Intesa Sanpaolo con una quota del 33,3%. Alis Holding è detenuta per il 62% dalla famiglia Leali; sono presenti con quote del 10%, Ricerca Spa (gruppo Benetton), Selin Spa (dell’ing. Van den Heuvel), Banca Intermobiliare; mentre un 8% è in possesso di altri soci vicini alla famiglia Leali. «Alis, che controlla al 100% CargoItalia, è già stata capitalizzata per 15 milioni interamente versati - spiega -, ma è previsto un aumento di capitale a 25 milioni entro i prossimi 12 mesi e a 45 milioni entro 36 mesi». E alla domanda se la ricapitalizzazione comporterà l’arrivo di nuovi soci, anche strategici, Leali ha spiegato «che è nella natura di questo progetto» prevedere l’arrivo di eventuali partner industriali, soprattutto «quando la compagnia diventerà operativa e gli investimenti saranno più impegnativi». La flotta: si parte con 3 Md11 Saranno 3 dei 5 Md11 della vecchia Alitalia a comporre la flotta iniziale di CargoItalia. Leali ha siglato un nuovo contratto di leasing con Awas, il lessor americano proprietario degli aerei con portata 90 tonn. che verranno via via dismessi entro il 2014. Dal 2012 il parco macchine si arricchirà dei nuovi Airbus A330 (portata 70 tonn.), più piccoli ed economici, «ma soprattutto più rispondenti alle esigenze del mercato italiano, fatto soprattutto da piccole e medie imprese che esportano. È un piano flotta minimo, ma lo sforzo, tra aerei e ricambistica, richiederà un investimento di oltre 600 milioni di dollari». Roberto Ragazzi r.ragazzi@giornaledibrescia.it Giornale di Brescia 2 aprile 2009