Per la siderurgia bresciana un calo sotto la media

Per la siderurgia bresciana un calo sotto la media  

La riduzione della domanda di acciaio registrata in tutto il mondo sta influenzando negativamente anche le nostre aziende Nel primo quadrimestre del 2009 solo la Cina riesce ad eguagliare le performances del 2008; a Brescia la flessione è del 38%

 
Crolla la produzione di acciaio a Brescia<BR> nei primi quattro mesi del 2009
Crolla la produzione di acciaio a Brescia nei primi quattro mesi del 2009
 
«Benino» il 2008, ma crollo nel primo quadrimestre 2009. Questo, in estrema sintesi, lo scenario della siderurgia italiana (e bresciana) in questo primo scorcio del 2009. Calo nel 2008, crollo nel 2009 Lo scenario siderurgico - mondiale, continentale, nazionale e locale - dei primi quattro mesi 2009 non lascia molte speranze sulla possibilità di una ripresa globale a breve termine. «Globale» poiché è in termini di globalità che bisogna parlare oggi, visto che il baricentro siderurgico mondiale si è spostato tutto ad Est, anzi nell’estremo Est (Far East) dal momento che India e Cina sono il traino planetario. Per quanto riguarda questa prima parte del 2009, il calo della domanda di acciaio registrato in tutto il mondo sta influenzando negativamente anche le aziende italiane e bresciane. Le prime hanno rallentato la produzione nel primo trimestre 2009 del 41%, raggiungendo a fine marzo scorso quota 5 milioni di tonnellate rispetto ai 7 milioni del 2008; le seconde (Brescia) hanno totalizzato nel primo trimestre dell’anno in corso 1,2 milioni di tonnellate di acciaio rispetto ai 2 milioni del 2008. Ancor peggio il calo a livello Ue, che ha registrato il 44% medio rispetto al primo trimestre 2008. Mondo, Ue, Cina, Italia, Brescia Nel 2008 la produzione mondiale di acciaio (fonte Federacciai) è stata pari a 1,326 miliardi di tonnellate, con una riduzione del 2% rispetto all’anno precedente. Nel 2008 l’Unione Europea ha prodotto 198 mln di tonnellate di acciaio con un calo annuo del 5,6%. La Cina, prima produttrice mondiale di acciaio, ha prodotto nel 2008 500,5 milioni di tonnellate pari al 37,7% del totale nel mondo. In Italia la produzione 2008 è stata pari a 30,5 mln di ton. (seconda in Europa dopo la Germania) in flessione del 3,1% rispetto al 2007. La flessione è da imputare alla performance dell’ultimo quadrimestre (-18,8%) e più ancora a dicembre con un crollo del 31,2%. A Brescia la produzione 2008 è stata di 7,8 milioni di tonnellate, leggermente inferiore agli 8,2 milioni del 2007. Anche qui la flessione è da imputarsi all’ultimo quadrimestre dello scorso anno. Crollo a Brescia, non India e Cina Nel primo quadrimestre 2009 solo la Cina riesce ad eguagliare le performances rispetto al primo quadrimestre 2008 con 170 milioni di tonnellate, mentre il resto del mondo, sempre nei primi quattro mesi di quest’anno, crolla da 287 a 183 milioni di tonnellate. E gli altri Paesi? Male l’Europa, come già detto, col 44% in meno, male anche l’Italia con un crollo del 41%, un po’ meno male Brescia con un calo del 38%. Stesso discorso, se non peggio, per gli altri concorrenti: Germania meno 43%, Giappone idem, Stati Uniti meno 53%. Unica eccezione l’India, che aumenta anche nel 2009 come se la crisi non ci fosse, confermandosi terza forza siderurgica mondiale dopo Cina e Giappone (e prima di Europa, Russia e Stati Uniti). L’andamento della produzione siderurgica a livello continentale, nazionale e locale del primo quadrimestre 2009 registra, come si può vedere, la congiuntura più negativa mai vista da trent’anni ad oggi. Da quando, all’inizio degli anni ’80, la saturazione del mercato siderurgico europeo - vent’anni prima che si affacciassero sulla scena mondiale i nuovi «global player» (competitori globali) quali Cina e India - indusse la «gloriosa» Ceca (l’allora Comunità europea del carbone e dell’acciaio, sciolta nel 2004) ad aprire la lunga stagione degli «smantellamenti» concordati e incentivati che, attraverso tre successive edizioni protrattesi per quasi un quindicennio, avrebbero bonificato il mercato siderurgico restituendo efficienza e competitività all’acciaio europeo, e con esso a quello italiano e bresciano. Consumi: il peggio è passato? Il peggio è già arrivato nei primi tre mesi del 2009 con un crollo a livello nazionale, del 41%. Non fa eccezione Brescia. Pur registrando percentuali meno negative, come ricordato in premessa, con una produzione 2008 di 7,8 milioni rispetto agli 8,2 milioni del 2007, nel primo trimestre 2009 la produzione si è attestata su 1,2 milioni rispetto ai 2 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. Per quanto riguarda i consumi, nel 2008 il consumo apparente (la produzione interna più l’importazione) di prodotti siderurgici è stato in Italia pari a 36,3 milioni di tonnellate, in riduzione del 6,3% rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso pesa sul bilancio annuale il risultato del quarto trimestre che ha fatto registrare una flessione del 14% rispetto al quarto trimestre 2007. È presto per parlare di fine dell’emergenza o di segnali di ripresa, sia per il tondo per cemento armato, la cui domanda dipende in grande parte dall’edilizia, sia per lamiere e coils, i cui settori utilizzatori sono soprattutto automobile e cantieristica. Automobile ed edilizia sono infatti le due grandi locomotive dei sistemi industriali moderni (e pure di quelli postindustriali contemporanei, che una frettolosa sociologia «postfordista» aveva relegato come sopravvivenze ottocentesche). È su questi due comparti che si sono concentrati gli investimenti pubblici in tutti i Paesi occidentali colpiti dalla crisi. Alessandro Cheula Giornale di Brescia 27 giugno 2009