Un’associazione per la sidermetallurgia

Un’associazione per la sidermetallurgia  

Pasini presidente della neonata Confindustria Metalli costituita da Federacciai e Assomet

 
Pasini, presidente di Confindustria Metalli
Pasini, presidente di Confindustria Metalli
 
Una nuova federazione nata dalla sinergia convergente e dalla strategia consenziente di due imprenditori bresciani e delle loro rispettive associazioni. Una realtà imponente, forse la maggiore a livello nazionale per fatturato e numero di addetti: 240 aziende con oltre 110mila addetti e un fatturato complessivo di 70 miliardi di euro. Si tratta di Giuseppe Pasini (Feralpi) presidente di Federacciai (Federazione Imprese siderurgiche italiane) e di Mario Bertoli (Metra) presidente di Assomet (Associazione nazionale industrie metalli non ferrosi). Insieme hanno costituito Confindustria Metalli, la nuova Federazione delle Associazioni nazionali industrie sidermetallurgiche. Una Federazione che avrà il ruolo, come dice Giuseppe Pasini, eletto presidente di Confindustria Metalli, «di accorpare in una sola voce le esigenze delle imprese sidermetallurgiche che, avendo valori, interessi e obiettivi comuni, possono essere meglio tutelate da una unica organizzazione». Federacciai e Assomet, ovviamente, non verranno sciolte ma continueranno a operare mantenendo la piena autonomia rappresentativa e organizzativa. Incentivi e grandi opere «Si parla sempre di leva finanziaria - osserva Mario Bertoli - cominciamo a parlare di leva produttiva attraverso il rilancio della domanda nei due settori trainanti l’intera manifattura nazionale, l’edilizia e l’automobile». Più chiaramente: proseguire sulla strada degli incentivi programmati per auto ed elettrodomestici e, insieme, apertura immediata dei cantieri per le grandi opere, prima indispensabile leva strutturale per rilanciare la domanda interna. «Al secondo posto il credito - aggiunge Pasini - con un più agevole accesso ai finanziamenti per le imprese siderurgiche e metallurgiche competitive che sono cresciute grazie agli investimenti nell’innovazione, nella sicurezza e nell’internazionalizzazione». Se riusciamo ad agire contestualmente sulla domanda aggregata - consumi attraverso le incentivazioni e investimenti tramite il credito - possiamo sperare in una reale, anche se leggera, ripresa a fine anno. a. ch.   
Giornale di Brescia 27 giugno 2009