Oms Saleri, super-valvole e super-utili

Oms Saleri, super-valvole e super-utili  

L’azienda di Odolo-Bione fa componenti per l’industria petrolifera: ha portato i ricavi a 95 milioni e il risultato netto a 13,7 milioni, azzerato i debiti con le banche e messo a segno uno spettacolare incremento di produttività
 
Una delle produzioni della Oms Saleri, fra i leader di mercato nella realizzazione di valvole per la petrolchimica
Una delle produzioni della Oms Saleri, fra i leader di mercato nella realizzazione di valvole per la petrolchimica
 
ODOLOCi sono nicchie che prosperano anche in piena crisi, riuscendo ad espandersi persino in mercati quasi inviolabili come il Sud Est asiatico. Non si tratta di cellulari dell’ultima generazione, ma di meccanica tradizionale, ancorché avanzata e sofisticata. Come la Oms Saleri di Odolo (stabilimento anche a Bione) azienda fondata nel 1896 e oggi guidata da Piero Saleri, leader mondiale nelle grandi valvole a sfera in acciaio per l’industria petrolifera ed estrattiva. Specializzazione assoluta che vale la leadership di mercato ma che significa attenzione «spasmodica» al prodotto e concentrazione «maniacale» sul processo. È così che le nostre piccole e medie imprese sono rimaste competitive, imponendosi sui mercati non solo come «regine» dei prodotti maturi ma anche come «madrine» dei processi moderni. Efficienza fa rima con eccellenza Intese come efficienza della gestione finanziaria ed eccellenza della gestione industriale. Due numeratori che hanno quale comune denominatore la produttività, il cui incremento ha consentito nel 2008 un balzo del fatturato - da 71 a 95,5 milioni di euro - e dell’utile netto, che da 1,7 milioni sale a 13,7 milioni dopo tasse per 6,7 milioni (20,4 milioni il risultato prima delle imposte) dopo ammortamenti per 1,3 milioni, a fronte di 1,8 milioni spesati nell’esercizio precedente. Mentre i ricavi sono cresciuti del 36%, i costi sono saliti in misura molto inferiore, passando da 62 a 71 milioni di euro. Si spiega così l’aumento della produttività, ossia il prodotto per ora/lavoro, cosa che ha permesso un margine della gestione industriale (il saldo tra valore e costo della produzione) aumentato di ben 4 volte rispetto al 2007, passando da 5,5 a 20,7 milioni di euro. Se a tutto ciò aggiungiamo l’abbattimento degli oneri finanziari, ridotti da 2 milioni a 145mila euro in ragione della estinzione totale dei debiti bancari, si spiega come la Oms Saleri abbia potuto chiudere il 2008 con utile e ricavi saliti in progressione geometrica a confronto dei costi cresciuti in proporzione aritmetica. Solidità e liquidità La prima intesa come specchio della struttura patrimoniale, la seconda come frutto della congiuntura reddituale. Mentre i costi produttivi sono cresciuti mediamente poco, non più del 12%, il costo del lavoro è cresciuto ancor meno, passando da 9,5 a 10,1 milioni di euro. Se andiamo a vedere lo stato patrimoniale, la musica non cambia. In primo luogo il magazzino, che si dimezza passando da 14 a 7 milioni. In secondo luogo le immobilizzazioni tecniche, largamente ammortizzate essendosi ridotto il loro valore netto a 4,5 milioni (2,4 milioni nel 2007, il che significa continuità degli investimenti). In terzo luogo i crediti commerciali, attestati su 25 milioni di euro. Segue poi un’altra voce, le disponibilità liquide sui conti correnti bancari e postali, per 17 milioni, il che porta la posizione finanziaria netta a un saldo positivo (a credito) di pari importo. Al passivo il patrimonio netto di 22 milioni di euro configura un indice primario di struttura (il rapporto tra immobilizzi netti e i mezzi propri) di cinque multipli, ponendo un problema opposto a quello che normalmente si pone, vale a dire implementare il valore dei cespiti o con nuovi investimenti - cosa peraltro effettuata anche nel 2008 - o con congrua rivalutazione dei cespiti. Niente debiti bancari come già rilevato, essendo stati estinti quelli che ancora permanevano nel 2007 per 3,2 milioni di euro, ma solo debiti commerciali per 18,7 milioni. E il 2009? «Il calo degli ordini registrato a fine 2008 e nei primi mesi del 2009 - osserva Piero Saleri in chiusura della sua Relazione agli azionisti della società di Odolo - rispecchia il calo della domanda di fabbisogno petrolifero: per tali motivi gli Amministratori ritengono di inviare un messaggio orientato alla prudenza». Alessandro Cheula   
Giornale di Brescia 23 luglio 2009