Aic di Odolo, dopo l’India c’è Toronto SOFTWARE E ACCIAIO

Aic di Odolo, dopo l’India c’è Toronto  SOFTWARE E ACCIAIO  Prosegue il piano d’internazionalizzazione dell’azienda specializzata in automazione per la siderurgia
    
 
ODOLOInternazionalizzazione, interfaccia meccanica-elettronica, interazione impresa-università. Nella fattispecie, da Odolo e da Torbole Casaglia al Canada e all’India con il software e l’hardware dell’automazione industriale. L’Aic (Automazioni Industriali Capitanio) di Odolo non è solo un caso di riuscita delocalizzazione estera di una piccola azienda (30 dipendenti) è anche un esempio di ottimale interazione tra meccanica ed elettronica. Frutto non solo di 34 anni di autonoma e autogena esperienza nel campo dell’automazione industriale - è nata nel 1975 e l’estate scorsa ha aperto la seconda sede a Torbole Casaglia - ma anche della collaborazione con il Csmt (Centro servizi multisettoriale tecnologico) di Brescia. India e Canada Al primo posto, come ricordato, la delocalizzazione. Nel caso di specie ai due opposti angoli del globo, ossia nei mercati evoluti del Nord America e in quelli emergenti del Far East. Nel 2008, infatti, l’Aic ha costituito a Kolkata, nello West Bengala, la controllata produttiva indiana, mentre nel 2009 è approdata a Toronto con un ufficio tecnico commerciale. Al secondo posto l’interazione tra meccanica ed elettronica, il connubio più riuscito del secolo che ha «ringiovanito» i comparti maturi della manifattura rilanciandone l’efficienza. Il software di Dino Capitanio, fondatore e presidente dell’Aic, nasce infatti a Odolo dall’hardware dell’acciaio, ossia da un retroterra industriale di tipo sidermetallurgico. Al terzo posto la collaborazione con l’università. L’azienda di Odolo ha sostenuto nei mesi scorsi un impegnativo investimento per completare l’informatizzazione del processo produttivo. Progetto sviluppato in collaborazione con il Csmt, il Centro servizi tecnologico multisettoriale annesso alla facoltà di Ingegnaria dell’Università di Brescia. Hardware & software Nella primavera scorsa, in occasione dell’ultima edizione di Made in Steel, l’azienda di Odolo si è trapiantata nella Bassa aprendo a Torbole Casaglia la seconda unità produttiva. Una crescita che ha coinciso con l’avvento della crisi, ma che si propone come una risposta contro la crisi, essendo un segnale di forte fiducia in un momento di incertezza e tensione sui mercati internazionali. Programmi di sviluppo ambiziosi e coraggiosi ma realistici, basandosi su un know how collaudato in oltre 40 Paesi del mondo. Commesse estere che fanno seguito ai successi interni. Tra questi l’impianto completo di automazione della Ferriera Valsabbia, dalla colata continua ai fasci legati passando per il treno di laminazione e l’area di evacuazione, e gli impianti di aspirazione e trattamento fumi delle Acciaierie di Calvisano del Gruppo Feralpi. Anche il Gruppo Leali si è avvalso dell’elettronica Aic per l’Acciaieria Valsugana, mentre il Gruppo Alfa Acciai ha automatizzato la colata continua della Acciaieria di Sicilia con i Pc ad uso industriale della Capitanio. La conferma della qualità operativa dell’Aic viene dai suoi stessi committenti, come Giovanni Pasini, amministratore delegato di Calvisano, e Ruggero Brunori, amministratore delegato della Valsabbia. I prossimi attestati, c’è da esserne sicuri, verranno dall’India e dal Canada. Alessandro Cheula L’Aic (Automazioni Industriali  Capitanio) di Odolo non è solo un caso di delocalizzazione estera di una piccola azienda è anche esempio di ottimale interazione tra meccanica ed elettronica. Dopo l’India ha aperto una sede commerciale a Toronto. Nella foto in alto un laminatoio, sotto la nuova sede di Torbole Casaglia.   Giornale di Brescia 20 ottobre 2009